Anciolina o Lanciolina: Culto micaelico e formiche di San Michele.

Nel Pratomagno sia valdarnese che casentinese, non esiste una Via Micaelica (Via di San Michele) come sappiamo  esistita nei monti del Chianti. Va pur detto però che, soprattutto nel versante valdarnese della nostra montagna, il culto dell’Arcangelo San Michele è piuttosto frequente in quanto,

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  Anciolina2per lo meno cinque chiese (Caselli, S. Michele, La Lama, Anciolina, Castelluccio)  sono dedicate a questo santo, mentre nel versante casentinese vi sono le chiese di Raggiolo e di Cetica.   La presenza di tanti luoghi di culto dedicati all’Arcangelo è motivo per trarre alcune considerazioni. Innanzi tutto S. Michele è sempre stato rappresentato con la spada in pugno e considerato un angelo-guerriero, ragion per cui fu il santo prediletto dai carolingi ma soprattutto dai longobardi, che erano un popolo con schiette virtù militari, che ritrovava nell’Arcangelo le virtù guerriere di Odino, loro antico dio germanico. Però il binomio Longobardi-San Michele non sempre può essere esatto, perché è accertato che l’origine indiscussa dell’Arcangelo  proviene dall’oriente molto prima che in Italia arrivassero i longobardi.  Ѐ anche vero che alla fine del VI  inizio VII secolo, il Pratomagno fu campo di battaglia fra  longobardi che venivano dalla Consuma e  bizantini che vi avevano creato delle linee fortificate a difesa del Casentino e di Catenaia, zone strategiche per arrivare poi a Ravenna e alla Romagna, e quindi l’intitolazione a S. Michele di un luogo militarmente importante come l’Anciolina perché dominante e situata nei pressi dell’omonimo importante valico, può derivare proprio da questa presenza longobarda. Insieme alle virtù guerresche, San Michele, che fu posto da Dio a difesa della maternità divina nella grotta della natività di Betlemme, è l’angelo tutelare delle partorienti, dei lattanti e della purezza delle fonti ed è quindi  per questa ragione che la sua immagine  veniva e viene venerata in molti santuari- grotta;  dai primi cristiani poi, l’immagine del santo  è associata al culto delle acque,  culto la cui storia  si perde nella notte dei tempi ed è sicuramente di origine pagana. Da notare che nella nostra zona, nei pressi di due chiese (Caselli e Anciolina), intitolate all’Arcangelo,  si può ipotizzare con sicurezza  il  culto delle acque; vicino a  Caselli ancora esiste  una famosa  fonte galattofora chiamata “ fonte lattaia di S. Agata”, l’Anciolina invece vanta l’acqua pura delle sorgenti del torrente Agna, che è un toponimo su cui possiamo dedurre alcune considerazioni, in quanto, se alcuni studiosi fanno derivare la parola Agna dal nome etrusco di persona “Annius”, altri invece propendono la derivazione dal nome “ Ani “, divinità etrusca ma forse  pre-etrusca, della fecondità e delle acque salutari e quindi non è poi tanto avventato collegare questa dedicazione a S. Michele anche con  l’esistenza di un culto pagano della fecondità e delle  acque.

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  Anciolina4La tradizione popolare del paese di Anciolina , collega poi alla presenza del culto micaelico un fenomeno strano che si verifica puntualmente più o meno il  29 Settembre , giorno di S. Michele, nel luogo dove esisteva la chiesa vecchia, ubicata fuori del castello sulla vecchia strada per Chiassaia: una migrazione gigantesca e innocua di  formiche con le ali  che invadono certi luoghi fissi e che poi in breve spariscono. E’ lo stesso fenomeno che succede da tempo immemorabile il 29 Settembre in una altra parte della Toscana, a Pomerance in Val di Cecina, in una chiesa chiamata appunto San Michele alle Formiche ; stessa cosa avviene a San Foresto Sparso (Bergamo) nel santuario di San Giovanni delle Formiche sulla cima del monte Cunisio: cambia solo la data, 29 Agosto. In provincia di Bologna in Val di Zena, il fenomeno delle formiche alate avviene l’8 Settembre sul Monte delle Formiche e queste vengono chiamate “Formiche della Madonna” perché l’8 Settembre è la festa della Natività della Madonna. Lo stesso Repetti, nel Dizionario Fisico Storico della  Toscana, alla voce Montedomenichi, riporta il fenomeno della formiche di l’Anciolina , di Pomarance  e di un’altra chiesa  non precisata del Chianti, ma che alcuni studiosi indicano nella chiesa di San Michele de’ Monti (Villa S. Michele). Inoltre lo stesso Repetti porta a conoscenza di un fenomeno in una chiesa nel popolo di Lucolena, piviere di Gaville; qui il fenomeno avviene il giorno dell’Ascensione e sono coinvolte le “paoline” e non le formiche.

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  Anciolina6Eventi del genere, inspiegabili per il popolo, non  tanto  tempo fa creavano l’idea agli abitanti di Lanciolina di un qualche legame con il potere dell’Arcangelo. Ovviamente alla base di tutto non c’è niente di trascendentale, ma c’è una complicata motivazione scientifica che il sottoscritto ha capito, ma non sa dare non essendo un “entomologo mirmecologo”.

Il 15 Ottobre 1993 La Nazione di Firenze, riportò un articolo di Edo Fabbrini (personaggio storico lorese) dal titolo “Le formiche alate” : “In questi giorni si parla e si scrive del fenomeno delle formiche alate, che in occasione della ricorrenza di San Michele, sciamano in buona parte d’Italia. Qui da noi il fenomeno si svolge in località Lanciolina, comune di Loro Ciuffenna, dove il 29 Settembre si celebra la festività di San Michele. Ed ecco come si svolge detto fenomeno.” Le formiche giungono stremate e precipitano al suolo affrante. Sono i maschi delle Mirmicae Scabridonis, che hanno scelto Lanciolina. Dopo essere state fecondate le femmine tornano ai rispettivi formicai in Boemia, Baviera e Slovacchia. I maschi invece muoiono sul campo. Le formiche fecondate dopo essersi strappate le ali depositano le uova. Fra queste, oltre ai maschi alati e alle operaie asessuate, ci sarà la regina che ripartirà l’anno successivo con tutto lo sciame per Lanciolina”.

Nel libro “Anciolina, storia di un borgo in Pratomagno” di Francesco Ferraro, edito nel 2004 da Editrice Granducale a pag 83-84-85 si può trovare un  articolo con una lunga  e estesa  spiegazione del fenomeno.

Anche lo scorso anno (2013) il fenomeno si è ripetuto puntualmente anche se negli ultimi anni il giorno 29 Settembre non è stato rispettato con la puntualità di un tempo. Per il fenomeno che si vericherà nel 2014, saremo presenti per fare foto e inserirle in questo articolo di “Terre Alte”.

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  Anciolina8Come notizia storica importante è bene sapere che dal castello di Lanciolina ha origine la famiglia dell’ umanista Poggio Bracciolini, e che nello stesso castello ebbe i natali  il poeta Bianco di Santi, detto Bianco da Lanciolina (1350- Venezia 1442), considerato nel suo tempo il più famoso scrittore di laude e chiamato il “poeta del misticismo”. Inoltre nella attuale chiesa, è possibile ammirare un grande affresco del pittore valdarnese Mauro Capitani,

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l’affresco ha come tema la Resurezione  ed è stato inaugurato nel 1996. Secondo qualche studioso , nel nome Anciolina o Lanciolina, sarebbe identificabile  una radice umbra” Anc”, mentre altri studiosi fanno derivare il nome Anciolina da quello di “lanciola” nome di  una pianta perenne usata nell’erboristeria.Alpini

                                                                                                              Foto e testo di Vannetto Vannini