“Le Balze” ……. ed una promessa!

In un recente articolo su Valdarnopost che potete  leggere a questo link:

http://valdarnopost.it/news/manca-la-segnaletica-per-arrivare-alle-balze-la-lacuna-evidenziata-da-sandro-fabrizi-nel-suo-blog

si parla di Sandro Fabrizi e del suo Blog  “lamiabellatoscana”. In esso l’autore ha evidenziato una grave mancanza da parte degli enti locali valdarnesi che non hanno convenientemente posto alcuna informazione in riferimento dei numerosi turisti che desiderano conoscere il fenomeno naturale delle “Balze”. Riteniamo che il grido di dolore di Fabrizi, sebbene meritorio in questo caso, sarebbe più opportuno se riferito a tutto il patrimonio artistico, culturale e naturalistico esistente nel  nostro territorio e che non viene assolutamente valorizzato. O meglio, vediamo spesso le singole autorità locali prendere iniziative in questo senso, ma sono tutte azioni che si esauriscono automaticamente in pochissimi anni senza essere riuscite a divenire strutturali e quindi divengono obsolete in pochissimo tempo.

Prendiamo ad esempio le “Balze”. Chi dovrebbe mettere i cartelli? Terranuova? Castelfranco-Piandiscò?  Reggello? Laterina? Tutti? Senza contare che le Balze, anche se meno evidenti,  sono anche dall’altra parte della valle! Molti di voi ricorderanno che in passato i Comuni di Terranuova, di Reggello, di Pian di Scò, produssero degli opuscoli sulle “Balze”con alcuni percorsi che le attraversano. Qualcuno li ha visti in giro di recente? Oppure si potrebbe indicare il vecchio sito:  http://www.reggellonatura.it/articles.asp?cat=16 , crediamo fatto a cura del comune di Reggello e rigorosamente limitato al territorio di quel Comune oltre che limitato nelle possibilità tecniche. Vi ricordiamo infine che solo noi, il CAI Valdarno Superiore, mantiene la segnatura e la praticabilità di alcuni di questi sentieri.  Questo è un aspetto fondamentale perché è evidente che non basterebbe mettere i cartelli all’uscita dei caselli, il discorso grosso sarebbe la fruizione delle “Balze” e quindi un lavoro costante sui luoghi di percorrenza.

Siamo dell’opinione  che, come per quegli opuscoli, l’attenzione su questo problema della mancanza di segnaletica sarà presto dimenticata.

Tra l’altro, forse è per un riflesso di concorrenza, il Fabrizi si guarda bene dal citare i pochi siti dove i turisti possono trovare informazioni sui percorsi nelle “Balze”, tra i quali, oltre a quello citato sopra c’é il nostro! In questo si possono trovare molti dei cammini che le costeggiano, le attraversano, le percorrono. 

Ma questo intervento del Fabrizi ci ha fatto riflettere. E’ vero che ci sono scarse e datate informazioni sulle “Balze”, ma vi porremo rimedio. Siamo stati infatti sollecitati da questo episodio ad inserire sul nostro sito una apposita pagina dove, chi lo vorrà, potrà informarsi su questo aspetto della nostra vallata. Così, come per altri problemi, faremo vedere che il CAI Valdarno Superiore ha la capacità di mettere la sua conoscenza capillare del territorio ancora una volta a disposizione di tutti in modo completo, gratuito, non campanilistico.

Questo ultimo proposito ci permette di allargare il discorso al nostro sito. Cominciano ad arrivare commenti o iniziative di questo tipo:

“Ogni volta che visito il vostro sito, lo apprezzo sempre di più: a parte la grafica di elevatissima qualità, le informazioni dettagliate e precise sui sentieri e sui percorsi, con i tracciati GPX scaricabili, sono una risorsa inestimabile per chi vuole avvicinarsi alle vostre zone (ma non solo) pur abitando altrove

un grazie sentito”

(Messaggio firmato)

Recentemente, negli ultimi giorni dell’anno, un gruppo di colleghi di Padova è venuto in Valdarno per passare quattro giorni sulla Setteponti. Sono partiti da Pietrapiana e sono arrivati ad Arezzo. Ci hanno scritto in precedenza per avere da noi delle informazioni e dal momento che li abbiamo “presi in collo”, abbiamo percorso con loro alcuni tratti di strada. Ebbene, sono arrivati dotati di tutte le cartine che avevamo in precedenza inserito nel sito, avevano scaricato le tracce relative, sono stati in grado, con le informazioni a cui avevano avuto accesso, di modificare da soli il percorso che avevano previsto a causa delle avverse condizioni atmosferiche e di percorrere in alternativa al sentiero 33 che avevano scelto, il sentiero dell’acqua zolfina che ha riservato loro una grande emozione.

Naturalmente i complimenti che ci hanno espresso per il nostro lavoro sul sito ci hanno fatto molto piacere. Chiediamo perdono se per una volta li mettiamo in evidenza, ma ci sembra un modo corretto anche per ringraziare tutti quelli che ci lavorano.

Questi due episodi, che si assommano ad altri precedenti, ci stimolano da un lato a mantenere sempre aggiornato il sito, ma da un altro lato ci fanno capire che siamo sulla buona strada e che, al di la delle chiacchere che lasciano il tempo che trovano, il nostro modo di valorizzare il territorio, di costruire qualcosa di stabile e non di effimero è giusto. Sarebbe auspicabile che il nostro sito divenisse nella zona il sito di riferimento, almeno per la mobilità lenta.

Questo per tutta una serie di motivi:

  • La presenza al suo interno di tutti i comuni del Valdarno (fiorentino ed aretino) in una ricerca capillare di possibili alternative per ogni territorio.
  • La presenza di percorsi molto vari ma tutti comprendenti luoghi di grande interesse che potrebbero essere utilizzati da Enti o privati per far apprezzare il territorio. (vi ricordiamo le rubriche: “Terre Alte” e “Le nostre meraviglie” che completano con informazioni di natura varia i percorsi).
  • Una visione moderna dei metodi di movimento dei camminatori che mette loro a disposizione strumenti sofisticati come le tracce per GPS, visioni su Google Heart o su Open Street Map e nello stesso tempo cartine tradizionali.
  • Una scaletta di difficoltà che vengono esplicitate in ognuno di essi frutto della nostra esperienza.
  • Non ultimo l’inserimento nel nostro sito di “Cammini storici” che potrebbero destagionalizzare il turismo e rendere il Valdarno appetibile al turismo dei “cammini” ed inserirlo in questo filone che si sta allargando in maniera esponenziale.

Siamo rivolti a migliorare il sito ma, tutti coloro che vi lavorano, credono che sarebbe opportuno avere anche il sostegno di tutti i soci, certamente nell’essere presenti nella consultazione e nell’utilizzo, ma soprattutto nel promuovere, fra tutti i loro contatti, questo nostro luogo di conoscenza del Valdarno. Vorremmo che i soci ci facessero conoscere, ci indicassero come riferimento ogni volta che ne avessero l’occasione; il loro suggerimento sarà certamente apprezzato da tutti coloro ai quali ci presenteranno.

(Nelle foto sono raffigurati i nostri colleghi di Padova)